Cosa non si fa per gli amici… Abbiamo ricevuto questo telaio francese Rochet degli anni ’50 con vernice e adesivi originali, ma molto meno lucido di quanto non lo si veda in queste foto. “Fate quel che vi viene in mente, io mi fido!”.
La prima cosa che ci è venuta in mente, però, è stata Bartali di Paolo Conte.
“…e i francesi ci rispettano che le palle ancora gli girano…”
Dopo averla riascoltata 50 volte, abbiamo ripescato, sghignazzando, tutti i componenti francesi del terzo cassetto, e siamo usciti a caccia di quanto ci mancava.
La petite reine, come i cugini d’oltralpe chiamano la bici, è visibile in lungo e in largo qui di seguito. Maledeti franscesi…
Singlespeed d’antan “M.Hulot”
Scheda tecnica:
- Telaio Rochet Paris, anni 50
- Tubi Reynolds 531
- Guarnitura Peugeot
- Sella Ideale 80 Type Record
- Mozzi Maillard Normandy Sport
- Cerchi Mavic Monthlery Pro
- Manubrio francese a baffo
- Attacco manubrio francese
- Freni francesi Comet
- Leve freno Weinmann
- Concept creativo Biascagne Cicli
...e tramonta questo giorno in arancione e si gonfia di ricordi che non sai…
Dedichiamo con affetto questa bici a Jacques Tati, che sarebbe oggi un ottimo ambasciatore della cultura della bicicletta, visti i costanti bisticci dei suoi personaggi con il nuovo che avanza con insensata prepotenza.
E’ quasi un balletto quello che il postino François esegue salendo e scendendo dalla bici in “Giorno di festa”.
Tags: bici francese, Bici vintage, Singlespeed, Tubi Reynolds






















fantastica..!
è l’appoggio al muro con la nastratura che disapprovo sempre !
bellissimissimissima !
mad max
Hahahah… La prima volta che l’hai scritto credevo ti preoccupassi per il muro! Solo ora ho capito che l’apprensione è invece per il nastro. :-)
perché anche il muro è vintage e francese?
gran bel lavoro, siete gente in…. gamba!
Che fantastico gioiellino..leggiadria e maestria
Where have you found Ideale 80 saddle in so nice condition?!!!
Nice!
ciò che mi fa morire dalle risate è che la biscì franscesé ha le tubazione made in england.
neanche i tubi so’ bboni a fa’…
però a complicare le serie sterzo, le filettature e le quote sono dei geni.
Devo farvi i miei complimenti, infatti voi contribuite a restituire alla bicicletta una dignità culturale, nel senso più ampio del termine, che travalica l’ambito sportivo, contrastando la decadenza pacchiana delle biciclette concepite secondo le moderne dinamiche industriali che hanno azzerato il suo valore oggettivo e sociologico.
In questi tempi la bicicletta ha un ruolo etico prezioso, oltre che un ruolo di ricerca estetica.
Con qualche spiritoso eccesso, lo si legge molto bene nel “piccolo trattato di ciclosofia “ di Trichet.
Quindi vi incoraggio a proseguire nella vostra opera, spero conoscervi presto di persona quando porterò la mia Willier.
Bravi!
super rowery mnie sie podobaja, są rogilalne i co ważne kiltowe retro, piekny klasyk